Tips: gestisci la tua pagina Facebook

Ormai è assodato, chiunque si occupi di Social Media o Community Management lo sa, Facebook è arrivato ad un livello di saturazione tale per cui è difficile emergere dall’anonimato della propria pagina aziendale (o di personaggio pubblico, sito web, impresa, negozio che sia), senza investire, anche solo pochi euro in ads (e di questo abbiamo già parlato nell’ultimo post che trovate qui).

Per spiegarla in modo semplice questa saturazione valgono esempi semplici: pensate a quanti milioni di utenti popolano oggi questo social network, pensate anche a quante fanpage sono state create negli anni, fatevi un’idea di quante persone hanno cliccato “Mi piace” sulle suddette pagine e fatevi anche un’idea della media di numero di amici che ogni utente ha. Ora, pensate anche alla velocità con cui scorre la vostra timeline, potete ordinare i post come vi pare, potete scegliere gli amici o le pagine a cui dare più rilevanza, ma tutto risulta poco efficace nel vortice incredibile di Facebook: la timeline scorre più veloce delle nostre vite stesse (e non quelle virtuali), i post vincenti sono pochi, i post virali ancora meno, ogni notizia che a voi sembra nuova per molti sarà già vecchia…

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Facebook: la differenza tra comprare follower e acquisirne tramite Ads

Decido di scrivere questo post dopo giorni che leggo una lunga serie di stupidaggini che non fanno altro che agitare in modo inutile e ingiustificato il “mondo dei blogger”, in particolare dei blog di moda che è quello che per lavoro mi trovo a frequentare più spesso. E talvolta mi verrebbe da dire anche purtroppo.

Comunque, c’è chi manifesta dubbi pacati, chi urla ai quattro venti accusando “colleghe” di aver comprato pacchetti di follower nelle Filippine, chi indaga privatamente per poi chiederti conto a fine settimana dell’incremento di fan sulla tua pagina. Ovviamente sto parlando di Facebook in particolare, perché è ancora il social più usato, ma ben presto il discorso potremo estenderlo anche ad Instagram (che come sapete è stato acquistato proprio da Facebook) e molto probabilmente anche a Twitter.

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LinkedIn: arrivano gli ADS anche in Italiano

Me lo annuncia una mail ieri mattina. E la mattina non è proprio il momento in cui un freelance pieno di cose da fare ha voglia di pensare ad altri investimenti per procacciare clienti. Ma dopo un caffè il mondo appare migliore e così ho iniziato a studiarmi le possibilità offerte dai LinkedIn Ads, di cui, lo devo ammettere, ero completamente digiuna.
Se conoscete il meccanismo dei Facebook Ads non vi lascerà sorpresi il meccanismo di quelli di LinkedIn, dove sta la differenza? Tutta nei contenuti ovviamente, gli Ads su LinkedIn servono per trovare nuovi clienti, nuovi lavori, nuove opportunità di collaborazioni con aziende e professionisti. Insomma, è come avere una finestra privilegiata nel mare magnum, spesso confuso, delle opportunità lavorative del giorno d’oggi.
Devo ammettere che la mail promozionale è stata ben studiata, si parte con un claim che farebbe gola a qualsiasi freelance sempre in cerca di qualcosa di nuovo (perché è bello cambiare, perché il commercialista è sempre lì con il fiato sul collo che ti incita: “Fattura, fattura, fattura!”, perché la prima regola per un freelance é non farsi scappare nessuna opportunità, avere più clienti possibili, spaziare in vari settori per mantenere ampio il portfolio): “I tuoi clienti sono iscritti a LinkedIn. Trovali oggi!”.

Pinterest: bello e divertente, ma dove sta il guadagno?

Ormai la Pinterest mania è esplosa. È un dato di fatto. Con oltre 20 milioni di utenti attivi mensili si prepara ad essere il nuovo social network di successo, anche se, come sempre, c’è chi già storce il naso e solleva problemi di varia natura, dal copyright delle immagini al “ma da dove guadagna Pinterest”, come farà a sopravvivere alla lunga?
Effettivamente questa è una domanda interessante: ho provato a fare qualche indagine in merito, ma le informazioni sono ancora piuttosto confuse. Quel che è certo, o che almeno per chi mastica un po’ di web appare chiaro, è che Pinterest offre una potenzialità di vendita enorme per le aziende, soprattutto per quelle che commerciano online.
Infatti, quando “pinniamo” un’immagine proveniente da un sito di vendita online, che sia Amazon, Asos, o qualunque altro e-commerce, l’immagine pinnata avrà sempre (anche dopo 1.000 repin) il link diretto al sito di provenienza e conseguentemente stimolerà all’acquisto basandosi su un processo di marketing basilare.