Facebook: la differenza tra comprare follower e acquisirne tramite Ads

Decido di scrivere questo post dopo giorni che leggo una lunga serie di stupidaggini che non fanno altro che agitare in modo inutile e ingiustificato il “mondo dei blogger”, in particolare dei blog di moda che è quello che per lavoro mi trovo a frequentare più spesso. E talvolta mi verrebbe da dire anche purtroppo.

Comunque, c’è chi manifesta dubbi pacati, chi urla ai quattro venti accusando “colleghe” di aver comprato pacchetti di follower nelle Filippine, chi indaga privatamente per poi chiederti conto a fine settimana dell’incremento di fan sulla tua pagina. Ovviamente sto parlando di Facebook in particolare, perché è ancora il social più usato, ma ben presto il discorso potremo estenderlo anche ad Instagram (che come sapete è stato acquistato proprio da Facebook) e molto probabilmente anche a Twitter.

Partiamo da un presupposto: esistono davvero siti che vendono ILLEGALMENTE pacchetti di fan e follower, chiamateli come vi pare, per manciate di sterline o dollari. Roba che con un click nel giro di un giorno ti ritrovi più seguito di Barack Obama, ma il senso quale è? Nessuno! Avere e gestire una fanpage su Facebook, in questo caso relativa al proprio blog, ha senso nel momento in cui vogliamo comunicare in un modo alternativo con chi ci legge, condividere i nostri post ma anche scatti di vita quotidiana, di shopping, delle nostre vacanze, citazioni originali. Magari vogliamo semplicemente poter augurare buongiorno a chi ha il buon cuore di leggerci tutti i giorni, insomma, ogni motivazione è nobile, anche quella di voler ampliare il nostro pubblico, utilizzando proprio Facebook per “acchiappare” un bacino di utenti potenzialmente interessati agli argomenti di cui siamo soliti trattare, ma che per un motivo o per un altro ancora non ci conoscono.

Ecco perché utilizzare questi sedicenti servizi di compravendita di fan è assolutamente inutile e, anzi, dannoso per la nostra stessa attività: questi, infatti, faranno numero, ma saranno di fatto un esercito di fantasmini, un numero da sfoggiare magari con i digital pr più inesperti (o incompetenti, dipende) cercando di accaparrarsi collaborazioni. Ma questi soggetti “comprati” non interagiranno con noi, saranno per lo più stranieri (molto stranieri), ci saranno anche profili fake (molto fake), insomma non ci aiuteranno ad espandere davvero il nostro pubblico, né a superare il tanto sospirato problema della “saturazione” su Facebook, ma di questo parleremo tra poco.

comprare follower

Esempio di campagna per convincere all’acquisto di follower, trovata oggi nella mia casella di posta

Infatti è a questo punto che entrano in gioco gli ADS di Facebook. Sono cambiati molto nel corso degli ultimi due anni e mezzo: ricordo la prima volta che creai un annuncio pubblicitario su Facebook, era il mio primo lavoro, da poco laureata, non sapevo bene cosa stavo facendo e il budget datomi dal marketing manager mi sembrava enorme per una sola giornata. In effetti lo era, con l’esperienza e il passare del tempo, e soprattutto dopo tanti esperimenti, ho capito che si può investire anche molto meno per avere risultati soddisfacenti.

Ma andiamo con ordine, cosa significa per una blogger comune mortale creare un Ad su Facebook? Significa cliccare nell’inesplorata sezione “Inserzioni” e decidere come promuovere la propria pagina, ad oggi le modalità più immediate per chi non ha esperienza di CPC e anzi, già leggendo fino a qui si è persa, sono quelle relative all’incremento dei fan e alla sponsorizzazione delle notizie.

ads facebook mi piace

Come ci dice Facebook stesso (che negli anni ha reso la compilazione di un ad sempre più semplice ed intuitiva), la prima opzione ci serve per ampliare il nostro pubblico. Detto in parole povere, far crescere i like della nostra pagina. Come creare un annuncio efficace in tal senso? Prima di tutto scegliendo o creando un’immagine efficace rispettando le dimensioni predisposte e inventandoci un titolo ad effetto (massimo 25 cartteri) e una frase o un claim accattivante, naturalmente che stia nei 90 caratteri predefiniti. Una volta fatto questo possiamo passare a targettizzare il nostro annuncio, decidendo a quali nazioni destinarlo, a che sesso (donne, uomini o entrambi) e persino con che interessi (ad esempio moda, lifestyle, beauty, makeup e così via). Infine non resta che stabilire un budget che può essere giornaliero o “a vita” (mensile, consiglio). Il budget rappresenta l’importo massimo che si vuole spendere per un determinato annuncio, la differenza tra giornaliero e “a vita” è abbastanza intuitiva credo, il budget giornaliero verrà “spalmato” su una giornata di 24 ore, quello “a vita” (che se non erro prevede un  minimo di spesa di 30€) verrà invece “spalmato” sul periodo di durata che avete scelto. Cosa succederà a livello pratico? Una volta approvato da Facebook il vostro annuncio apparirà nelle bacheche e timeline delle persone potenzialmente interessate alla vostra pagina, ogni qualvolta una di esse cliccherà sull’annuncio e diventerà fan della vostra pagina Facebook preleverà denaro dal vostro budget, fino all’esaurimento dello stesso (che non è detto che avvenga nel tempo da voi indicato, ma in tal caso vi verrà comunque addebitato solo l’importo realmente speso!).

ads facebook promozione post

Questa seconda opzione, invece, è più complessa ma sicuramente più produttiva in termini di engagement. Permette infatti di arginare un grosso problema con cui tutti i community manager del mondo hanno a che fare ogni giorno ormai da mesi e mesi: la saturazione di Facebook. Esistono così tanti utenti attivi sul social network, che hanno così tanti amici e sono fan di così tante pagine, che avere la certezza che i propri post siano visti da tutti (o anche solo da qualcuno) è davvero difficile. Questo genere di inserzione permette di creare un flusso continuo tra la pubblicazione dei post, delle foto, dei link sulla vostra pagina e il generarsi di una sponsorizzazione che ne consentirà la visualizzazione in più bacheche dei vostri fan e conseguentemente farà aumentare i commenti, i like, le condivisioni. Anche in questo caso si può targettizzare la campagna, scegliere tra budget giornaliero o “a vita”, scegliere se promuovere un singolo post, oppure, spuntando l’utilissima casella “Mantieni aggiornata la mia inserzione promuovendo automaticamente il post più recente”, ottenere l’effetto a cui accennavo poc’anzi: un flusso continuo tra le vostre pubblicazioni e una sponsorizzazione. Va da sé che, se scegliete di spuntare questa casella, non dovrete poi postare mille contenuti al giorno, perché altrimenti le inserzioni sarebbero inutili, non avrebbero tempo di propagarsi. Insomma, meglio due post al giorno fatti bene, piuttosto che 10 fatti di corsa sperando in nuovi like e in un’improvvisa crescita della pagina.

L’intento di questo post non era quello di fare la “maestrina” ma solo di chiarire un po’ di questioni e far mettere l’anima in pace a chi ogni giorno si danna per la crescita improvvisa dei fan o dell’engagement sulle pagine altrui (ricordate, mi sto sempre riferendo alla bagarre tra fashion blogger, anche se credo che tanti altri ambienti non siano scevri da questo genere di polemiche).

Con la mia pagina M.O.M.A. Style Blog, ho fatto personalmente svariati esperimenti con entrambe le tipologie di inserzioni che vi ho descritto qui sopra e anche con i singoli post sponsorizzati (decidendolo al momento della pubblicazione stessa), e tutti questi esperimenti, pur avendo investito, ve lo assicuro, dei budget irrisori, mi hanno portato dei risultati molto soddisfacenti, pensando che il mio non è un marchio, non è un’azienda, ma, appunto, un blog indipendente. Ci sono mie colleghe che, conoscendo a loro volta il meccanismo di un ad su Facebook, hanno avuto la fortuna di poter investire di più e dunque avere risultati ancora maggiori, ve ne sono altre, invece, che hanno scelto la via più semplice di andare su qualche sito straniero e comprare pacchetti di follower fasulli. Cerchiamo di non confondere le due cose, di non accusarci a vicenda e soprattutto di smettere di fare polemiche sterili: i nodi prima o poi vengono al pettine e anche la blogger più bramosa di vedere 10.000 persone fan della propria pagina si renderà conto che non le servono a niente se vivono in Alaska, non parlano italiano e magari, come dicevo all’inizio, sono utenti fake inesistenti. Insieme alla blogger se ne renderanno conto anche le aziende che collaborano con lei.

Se avete dei soldi da spendere e volete incrementare in modo intelligente la vostra attività su Facebook usate gli Ads, se non sapevate della loro esistenza ora lo sapete e non potete più accusare tout court le colleghe di aver comprato pacchetti proibiti, se continuate a monitorare gli andamenti delle pagine altrui e qualcosa non vi convince un buon “Non mi piace più” non ha mai ucciso nessuno, anzi. Se avete creato degli Ads senza ottenere risultati probabilmente avete sbagliato qualcosa nella targettizzazione e allora, magari, senza arrabbiarvi, basta chiedere un consiglio ad una collega più esperta di voi, non siamo tutte streghe, nella maggior parte dei casi, il consiglio vi sarà dato, e anche con piacere.

Alessandra Pepe

pp.alessandra@gmail.com

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15 pensieri su “Facebook: la differenza tra comprare follower e acquisirne tramite Ads

    • alessandrapepe86 ha detto:

      Mi fa piacere Dario 🙂 Per iniziare ti consiglio un budget giornaliero di 2/2,50€ nell’incremento dei fan, così puoi sospendere la campagna quando vuoi, anche solo dopo un giorno, per vedere come va e a che risultati ti porta!

  1. Vale ha detto:

    Pagine da 30000 mi piace che non hanno neanche un like ai post!

    Molto meglio quelle da 3000 con condivisioni, like e commenti di utenti interessati perchè in target…si, ma vallo a spiegare alle aziende! vero?! 🙂

    • alessandrapepe86 ha detto:

      Già uno dei problemi è questo Vale, la superficialità con cui vengono ancora oggi trattate le digital pr in Italia, quando organizzo un evento cerco sempre di equilibrare i dati quantitativi con la reale qualità del blog, ma è un lavoro che richiede tempo e reale studio dei blog, molte agenzie non hanno il tempo e le risorse per farlo e si affidano semplicemente ai numeri. Ecco perché una fashion blogger finisce per assaggiare piatti al posto di una food e una food a fare shooting al posto della fashion 🙂 Speriamo comunque che più passa il tempo più ci siano persone realmente formate a fare questo lavoro!

      • Anna ha detto:

        Verissimo Ale, purtroppo come dice Vale molte aziende non fanno ancora “selezione”. Ma bisogna confidare in pr come te 🙂

  2. Anna ha detto:

    Bellissimo post Ale 🙂 Da quando me ne avevi parlato su facebook, ho iniziato anche io gli Ads..ho già provato una settimana intorno a Capodanno e ora sono nel bel mezzo di un’altra settimana dove ho cambiato alcune impostazioni 🙂 Vedremo!
    Comunque ottimo post, decisamente utile! Anna

  3. Sonia ha detto:

    Alessandra, di solito non commento nessun blog perché non mi va di entrare nel meccanismo, “io commento te così tu commenti me”, ma stavolta non posso fare a meno di scriverti.
    Hai scritto un post utile e soprattutto hai mostrato una parte di umanità inusuale con la frase “non siamo tutte streghe”.
    Grazie!bell’esempio!

  4. Lori ha detto:

    Ciao Ale, articolo interessantissimo! Infatti, mi hai fatto venire voglia di provare le sponsorizzazioni, non solo per provare ad aumentare il numero di fan e interazioni, ma anche proprio per curiosità professionale.
    C’è solo un piccolo particolare che non riesco a cogliere. Creando un’inserzione per un post, c’è la possibilità di mostrarlo a chi è già fan o a chi non è collegato alla pagina. In questo secondo caso, non è come cercare nuovi like? Chiaramente nella speranza che si clicchi sopra il link, si venga portati al diario e si clicchi like. Però non permette allo stesso modo di ampliare i propri followers?
    Secondo te il modo migliore per avere nuovi like è attraverso la sponsorizzazione di un articolo interessante o semplicemente con un annuncio generico per la pagina?

    • alessandrapepe86 ha detto:

      Ciao Lori, effettivamente lo scopo finale delle sponsorizzazioni (fan o post) è lo stesso, cioè far crescere la pagina. Le sponsorizzazioni per i singoli post hanno un dato in più: se il post sponsorizzato è ad esempio un articolo del tuo blog, dovresti notare anche un incremento nelle visite al blog stesso..
      Per questo io di solito mi regolo tenendo aperta una campagna per la recluta di nuovi fan con un budget giornaliero di circa 2.50€ e in più sponsorizzando i post che ritengo più interessanti (o per i quali ho preso accordi con il brand cliente) per circa 4€.

  5. Monica ha detto:

    credo di aver capito anche io che sono davvero “gessa”…. spiegato benissimo e quasi invogliati a fare delle prove… grazie mille

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