LinkedIn: arrivano gli ADS anche in Italiano

Me lo annuncia una mail ieri mattina. E la mattina non è proprio il momento in cui un freelance pieno di cose da fare ha voglia di pensare ad altri investimenti per procacciare clienti. Ma dopo un caffè il mondo appare migliore e così ho iniziato a studiarmi le possibilità offerte dai LinkedIn Ads, di cui, lo devo ammettere, ero completamente digiuna.
Se conoscete il meccanismo dei Facebook Ads non vi lascerà sorpresi il meccanismo di quelli di LinkedIn, dove sta la differenza? Tutta nei contenuti ovviamente, gli Ads su LinkedIn servono per trovare nuovi clienti, nuovi lavori, nuove opportunità di collaborazioni con aziende e professionisti. Insomma, è come avere una finestra privilegiata nel mare magnum, spesso confuso, delle opportunità lavorative del giorno d’oggi.
Devo ammettere che la mail promozionale è stata ben studiata, si parte con un claim che farebbe gola a qualsiasi freelance sempre in cerca di qualcosa di nuovo (perché è bello cambiare, perché il commercialista è sempre lì con il fiato sul collo che ti incita: “Fattura, fattura, fattura!”, perché la prima regola per un freelance é non farsi scappare nessuna opportunità, avere più clienti possibili, spaziare in vari settori per mantenere ampio il portfolio): “I tuoi clienti sono iscritti a LinkedIn. Trovali oggi!”.
Effettivamente è un punto di vista a cui non avevo mai pensato, se è vero che ad oggi in Italia sono iscritti su LinkedIn oltre 3,7 milioni di professionisti, sicuramente tra questi ci sarà qualcuno che ha bisogno dei servizi professionali che offro, ad alto livello e a costi ragionevoli, sicuramente più ragionevoli di quelli proposti dalle agenzie che ovviamente hanno una struttura diversa ed esigenze di incasso diverse.
Detto ciò sono due gli aspetti positivi degli Ads su LinkedIn:
Possibilità di profilazione completa dei destinatari per qualifica, area geografica, settore, anzianità o anche iscrizione a particolari gruppi su LinkedIn
Pagamento in Pay per click: ovvero si paga solo quando l’annuncio diventa performante e genera click, click che si potrebbero tramutare in contatti lavorativi (certo, ogni click costa intorno ai 2$, il budget minimo giornaliero è di 10$, ma non formalizziamoci).
Potrebbe anche non accadere, di essere contattati intendo, è un investimento, come tanti altri che si fanno in questo mestiere: andare alla fiere di settore, stampare i biglietti da visita 3 volte all’anno a botte di 250 dandoli poi a chiunque nella speranza di essere richiamati…
Insomma, un tentativo non guasta, tanto più che non c’è nessun vincolo, né contratto e l’ads si può interrompere in qualsiasi momento. Il sistema di fatturazione, inoltre, permette di includere questa tra le spese scaricabili.
Cosa ne pensate? LinkedIn è davvero un buon network di professionisti o è solo l’ennesima vetrina mal sfruttata nella sue potenzialità?
Sono curiosa di conoscere le vostre opinioni in merito!
Alessandra Pepe
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